Nell’incedere della pandemia, abbiamo sentito il bisogno di rafforzare e intensificare le nostre attività, per saziare non solo la fame fisica, ma anche il bisogno di ascolto, vicinanza, e incoraggiamento.

Siamo rimasti coscientemente insieme nella stessa “barca”, come ci aveva chiesto Papa Francesco, in quella preghiera solitaria davanti al Crocifisso che piangeva di pioggia, e, da allora, ancora oggi, tanti sono coloro che prendono posto, a pranzo e a cena, nella nostra Mensa della Carità, ai quali si uniscono le numerose famiglie e i singoli che ricevono i pasti da consumare a domicilio, o che ogni venerdì ci raggiungono per ricevere una forma di pane fresco.

La “barca” di CSF continua a tenere grazie alla “dedizione senza risparmio” di tutti, al punto da indurci a mettere in campo ogni sforzo per “non abbandonare in mare” i più fragili e i più colpiti.

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