Accoglienza notturna di EMERGENZA - Inverno 2018/2019

Sono 102 le persone che quotidianamente vivono nelle strutture comunitarie di Casa S. Francesco. Le richieste di accoglienza sono tante e per i posti quasi sempre occupati, la capienza appare ogni volta insufficiente per far fronte a nuove emergenze. Ma l’impegno resta quello di poter dare una risposta, anche se piccola, alle necessità di chi è povero ed ha bisogno di aiuto. 

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E’ per questo che nell’incedere della stagione invernale dopo aver iniziato la consueta distribuzione dei sacchi a pelo, a partire da domani 28 novembre Casa S. Francesco avvierà una forma di accoglienza straordinaria che si estenderà fino alle porte della primavera nel salone della sede principale di Via Francesco Principe.
L’ambiente, opportunamente climatizzato, sarà provvisto ogni sera di brande e potrà ospitare fino a 10 persone. Costoro, opportunamente identificate da operatori e volontari, potranno accedervi tra le 19.30 e le 20.00 dopo aver consumato la cena nei locali della Mensa della Carità. Con la prima colazione, alle 7.00, la sala tornerà disponibile per gli usi propri.
Un piccolo segno, unito ai tanti altri, che CSF continua a tracciare sul territorio, per aumentare la protezione di chi è debole, seppur tra possibili omissioni e inadeguatezze.
Troppo spesso quando sono i poveri a fare notizia si finisce per essere preda di ingannevoli sensazionalismi e di facili imputazioni di colpa. Di certo non è questo ciò che concorre ad alleviare le pene di chi è nell’indigenza e nella difficoltà. 
C’è bisogno piuttosto di costruire nuove coscienze che riconoscano l’ingiustizia del possedere troppo, che abbiano il coraggio di rinunciare al superfluo per dare a chi non ha nulla, che si impegnino a testimoniare, senza alcuna delega, che gli uomini sono tutti uguali e che se si vuole combattere davvero la povertà, occorre ritornare ad essere “umani”, capaci di instaurare relazioni autentiche, di coltivare affetti, di fare “famiglia”, di farsi carico dell’ altro, ponendo fine alla miseria più grande del nostro tempo, la solitudine.